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Umanizzazione degli spazi ospedalieri: la cromoterapia in corsia

Quando si sente parlare di cromoterapia, i non addetti pensano perlopiù alle SPA, ai centri benessere. Vediamo meglio cos’è ,in realtà, la cromoterapia.

 

La cromoterapia è una vera e propria medicina integrativa, nel senso che si integra facilmente con altre terapie o trattamenti per potenziarne il risultato, che usa i colori per aiutare il corpo e la psiche a ritrovare il loro equilibrio naturale, attraverso effetti fisici e psichici.

Essa utilizza i sette colori fondamentali, ossia, rosso, arancione, verde, giallo, blu, indaco e violetto. Numerosi studi scientifici evidenziano l’influenza dei colori sul sistema nervoso, immunitario e metabolico. Molti popoli come i cinesi e gli indiani, fin dall’antichità utilizzavano i colori come terapia. In Cina, addirittura, le finestre della camera del paziente venivano coperte con teli di colore adeguato e il malato doveva indossare indumenti della stessa tinta.

 

Più scientificamente, la cromoterapia consiste nell’uso dell'energia delle onde elettromagnetiche della luce che, all'interno di una precisa lunghezza d'onda, penetra nei tessuti creando le condizioni di interazione con le cellule, ripristinando l'equilibrio elettrico e chimico dell'omeostasi cellulare, migliorandone le funzioni biologiche. I colori possono essere assorbiti nel nostro organismo in diversi modi: irradiazioni luminose, alimenti, luce solare, indumenti ed altre soluzioni.

 

I risultati offerti finora dalla cromoterapia sono molto incoraggianti anche per tutte quelle affezioni e malattie per cui la medicina accademica non ha ancora trovato una risposta diagnostica e terapeutica, che l'OMS valuta vicino all'85% e che vengono perlopiù classificati come disturbi psicosomatici.

 

Negli ultimi decenni anche la medicina moderna, grazie alla psiconeuroimmunologia, ha dato dimostrazioni spettacolari di come la mente e le sue emozioni possano influenzare l'insorgere o la guarigione delle malattia.

Si stanno aprendo, pertanto in ogni campo nuovi concetti terapeutici, che tengono in considerazione l'uomo nella sua globalità fisica, emozionale e spirituale.

 

A queste nuove concezioni contribuiscono anche importanti novità sul versante dello studio dell’illuminazione. La ricerca sulle facoltà percettive attribuisce alla luce un effetto terapeutico, e da questa consapevolezza sono nati precisi progetti illuminotecnici, usati in cliniche europee all'avanguardia per i loro centri dialisi, neurologici e di riabilitazione, per non parlare dei progetti pilota delle sale parto.

 

Virtualmente, ogni ambiente ospedaliero, compresi quelli non esplicitamente operativi e terapeutici, possono beneficiare di un adeguato corredo cromatico.

Prendiamo l’esempio della semplice stanza di degenza pediatrica. Quando un bambino viene ricoverato in ospedale, perde tutti i suoi punti di riferimento. L’ambiente che lo accoglie, spesso, non somiglia per niente a quello familiare: la sua camera è fredda e anonima, non ha i suoi giocattoli e i suoi amici; il ricovero di per sé è per lui già un evento traumatico.

Per questo è importante creare negli ospedali un ambiente accogliente, attraverso la presenza del colore, in particolare di forme artistiche, che hanno una valenza terapeutica ancora più che estetica. Il colore è capace di influenzare la relazione che il paziente ha con un ambiente, contribuisce a determinare stati d’animo, comportamenti e atteggiamenti verso la struttura e gli operatori sanitari.

 

 

Valerio Tonel

Architetto, svolge attività di consulenza nei campi del product design, graphic design, training, communication, architettura d’interni. Ha tenuto conferenze e seminari alla Facoltà di Architettura di Roma e Milano, all’istituto Europeo di Design di Milano e di Torino.

Attualmente svolge l’attività di consulenza per gruppi nazionali ed internazionali, con particolare attenzione alle implicazioni di design strategico.