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Quante volte abbiamo sentito dire, in mille occasioni diverse, che un oggetto è ergonomico? Ma che cosa vuol dire esattamente? E quanto importante è l'ergonomia per un professionista del settore medico? Non solo design, anche l'utilità vuole la sua parte.

 

L'ergonomia è la scienza che studia l'interazione tra il lavoro umano, la macchina e l'ambiente in cui il lavoratore opera, avendo come fine ultimo il benessere psicofisico di quest'ultimo. Il termine deriva dal greco antico; érgon infatti significa lavoro e nomos regola, legge.

L'ergonomia è quindi quella scienza che si occupa di indagare il rapporto tra uomo e tecnologie, rapporto che si esprime proprio attraverso il “livello di ergonomia”, indicando la capacità dello strumento di soddisfare le esigenze del lavoratore che utilizza l'oggetto. Altri criteri fondamentali che si tengono in considerazione quando si vuole rendere un oggetto “ergonomico” sono l'adattabilità, l'usabilità, la comprensibilità e la sicurezza.

In campo medico, l'ergonomia è importantissima sia per quel che riguarda il paziente che per quel che riguarda l'operatore. Gli oggetti che arredano uno studio medico o un ospedale devono riuscire a mettere a proprio agio il paziente e, allo stesso tempo, devono permettere all'operatore di eseguire al meglio il suo lavoro, offrendogli comfort e sicurezza. Anche la psicologia ha un ruolo rilevante nella disciplina ergonomica: l'interazione che il lavoratore ha con gli strumenti propri del mestiere ha infatti un impatto specifico sulla sua serenità e sui suoi comportamenti, e quindi sul suo operato. L'ergonomia quindi rappresenta un principio importante nello studio dello stress correlato al lavoro, nella valutazione del rischio stress, negli adempimenti del medico competente e nella sorveglianza sanitaria in azienda.