REMS - Il nuovo corso dell’assistenza sanitaria detentiva

Il DPCM del 01/04/08 ha dato il via ad una fase di rinnovamento dell’assistenza sanitaria dei soggetti/cittadini sottoposti a detenzione, secondo il principio per cui ogni cittadino ha diritto allo stesso tipo di assistenza sanitaria indipendentemente dalla sua condizione giuridica.

 

Un rinnovamento che si è esteso anche agli Ospedali Psichiatrici Giudiziari (OPG) che sono stati oggetto di attenzione da parte della commissione parlamentare di inchiesta sull’efficienza del servizio sanitario nazionale, che ha rilevato che gli OPG non assolvono quasi per nulla il compito di cura della persona autore di reato affetta da disturbi psichiatrici, limitandosi ad assicurare soprattutto la funzione di custodia. Va riconosciuto del resto che a fronte di una scarsa o nulla intensità di cure sanitarie, gli OPG disponevano per contro di risorse finanziarie davvero carenti.

Alla situazione si è cercato di porre rimedio tramite l'istituzione delle REMS, Residenze per l'Esecuzione delle Misure di Sicurezza, che sostituiranno almeno in parte gli OPG. L’intenzione del cambio di rotta normativo è che l’invio di un malato di mente autore di reato presso un REMS sia l’ultima risorsa dopo ad altre forme di intervento meno afflittivo sotto il profilo della libertà, come ad esempio l’invio in comunità residenziale o il trattamento nel Centro di Salute Mentale.

Ma se in molti salutano con trionfo la chiusura degli OPG, è vero anche che verranno a crearsi molte nuove criticità per chi dovrà lavorare in queste strutture. Gli infermieri e il personale SSN destinato alle Rems sono in prima linea sul fronte delle questioni legate alla sicurezza degli operatori e quindo dei pazienti che assistono.

Quella delle REMS insomma, come spesso accade quando un nuovo quadro normativo si innesta sulle prassi precedenti, è una situazione ancora in evoluzione, che inevitabilmente ha portato in superficie tensioni prevedibili fra istanze normative e sanitarie e carenze strutturali, di organico e di formazione.

Una situazione che però si sta assestando, sia con la destinazione a REMS di strutture preesistenti che con la realizzazione di nuove strutture dedicate.

In entrambi i casi, attraverso l’adeguamento di arredi e attrezzature o con la progettazione ad hoc di nuovi ambienti, è emerso chiaramente come la predisposizione delle nuove residenze necessiti di un approccio nuovo nell’allestimento delle strutture. La natura più blandamente detentiva e la maggiore vocazione riabilitativa delle REMS richiede ambienti pienamente vivibili, dall’effetto psicologico adeguato, ma all’interno dei quali sia possibile erogare agevolmente e in sicurezza le terapie, sia psicologiche che mediche.

Allo stesso tempo, però, trattandosi di residenze per pazienti psichiatrici che hanno commesso reati, si richiede alle REMS di garantire la sicurezza non solo degli ospiti, ma anche degli operatori e della comunità circostante. Esigenze molteplici che devono coesistere nella stessa struttura, e per le quali l’approccio progettuale più adeguato risulta essere la pianificazione integrata di ambienti, arredi e attrezzature da parte di un unico soggetto. Una progettazione “chiavi in mano” che non si improvvisa, ma necessita dell’intervento di aziende con precedente esperienza nell’allestimento completo e integrato di strutture sanitarie.